Chi sono

Mi chiamo Alice. Lavoro in ufficio, come milioni di altre persone. E per tanto tempo ho vissuto con quella sensazione strana — difficile da spiegare, facile da riconoscere — di essere sempre nel posto sbagliato. In ufficio pensavo al weekend. Nel weekend pensavo a quanto fosse breve. Il lunedì mattina ricominciava tutto, e la settimana sembrava una cosa da attraversare più che da vivere.

Non era infelicità. Era qualcosa di più sottile e più logorante: la monotonia di non avere spazio. Non spazio fisico — spazio per respirare, per stare con me stessa, per stare con il mio ragazzo senza l'ombra del lunedì già sullo sfondo. L'aria pulita, quella vera, sembrava sempre altrove.

Ho iniziato a cercare piccole uscite di sicurezza. Un sentiero in montagna, dove il telefono non prende e la testa smette finalmente di fare rumore. Un tappetino steso la mattina presto, dieci minuti prima che la giornata cominciasse a pretendere qualcosa. Una cena in un posto nuovo, scelta con cura, vissuta senza fretta. Cose semplici — ma scelte, non subite. E quella differenza, col tempo, ha cambiato tutto.

Non ho smesso di lavorare. Non mi sono trasferita in montagna. Ho solo imparato che aspettare il weekend non basta — e che non deve bastare. Che l'aria pulita non è solo quella delle vette, è anche quella di un'ora solo tua, di una mattina in cui esci prima che la città si svegli, di una serata in cui cucini qualcosa di buono e il tempo rallenta davvero.

Fuori Orario nasce da questa convinzione. È lo spazio dove scrivo di trekking e yoga, di meditazione e buona cucina, di ristoranti scoperti per caso e sentieri che non finiscono mai. Ma soprattutto è lo spazio dove scrivo di come si fa a non ridursi a vivere solo nei weekend — di come si costruisce, piano piano, una vita che si sente tua anche il martedì mattina.

Non devi conoscere la montagna. Non devi aver mai fatto yoga. Devi solo aver sentito, almeno una volta, che il tempo che hai non ti appartiene abbastanza.

Se è così, sei nel posto giusto.