Alpe di Siusi: battezzati dal cielo a 2.440 metri

Alpe di Siusi, cielo plumbeo, 19,2 km e 890 metri di dislivello. Cavalli Haflinger che ti si avvicinano sui prati, i Denti di Terrarossa, il tetto rosso del Rifugio Alpe di Tires e un bacio a 2.440 metri. Poi il temporale — e la sensazione di essere stati battezzati dal cielo.

Alpe di Siusi: battezzati dal cielo a 2.440 metri

Compaccio, Alpe di Siusi (Bolzano) — Rifugio Alpe di Tires

Ci sono giornate in montagna che finiscono esattamente come le avevi immaginate. E poi ci sono quelle che prendono una piega che non avevi previsto — e che per questo ti restano più dentro di qualsiasi altra.

Quella sull'Alpe di Siusi è stata la seconda.

Prima di partire — il parcheggio si prenota

Una cosa pratica ma importante, che vale la pena sapere prima di organizzarsi. Dal 29 giugno 2026, per accedere al Parcheggio P2 di Compaccio — il punto di partenza ideale per questo percorso — è obbligatoria la prenotazione online in anticipo, fino a sei giorni prima dell'arrivo. All'ingresso basta scansionare il QR code della prenotazione per aprire la sbarra. La strada che sale a Compaccio è chiusa al traffico privato dalle 9:00 alle 17:00 — quindi bisogna arrivare prima delle 9 o partire dalla funivia di Siusi allo Sciliar. Il costo è di €30 al giorno per veicolo. Un piccolo sforzo organizzativo che vale ampiamente la pena.

Il paesaggio — pittoresco come un quadro

L'Alpe di Siusi è il più grande altopiano alpino d'Europa — oltre 50 km² di prati ondulati, malghe, cavalli e fiori a perdita d'occhio. Arrivare qui ha sempre qualcosa di irreale. Il paesaggio è meraviglioso, ordinato, quasi pittoresco — come se qualcuno avesse deciso che ogni cosa dovesse stare esattamente al suo posto. I prati di un verde così intenso che sembra dipinto. Le baite di legno scuro con i gerani alle finestre. E all'orizzonte, le Dolomiti — il gruppo dello Sciliar da un lato, il Sassolungo dall'altro — che ti guardano dall'alto con quella monumentalità silenziosa che non smette mai di togliere il fiato.

Quel giorno però il cielo era plumbeo. Pesante, basso, con quella luce piatta che cambia i colori della montagna e li rende più intensi, più veri. E in lontananza, qualcosa si stava muovendo.

La salita — il fiato corto e la mente libera

Il percorso da Compaccio al Rifugio Alpe di Tires segue il sentiero n. 2 — 19,2 km totali, 890 metri di dislivello, circa 3h30 di movimento. Non è un percorso per principianti — la salita è tosta, con tratti ripidi che chiedono concentrazione e fiato.

Avevo già fatto questo percorso. Lo ricordavo bene — sapevo cosa aspettarmi, sapevo dove la salita si fa più dura, sapevo che vale ogni passo. Eppure la fatica c'era, come sempre. Il fiato si fa corto, le gambe sentono il peso. Ma è proprio in quei momenti — quando il corpo lavora e la mente smette di pensare a tutto il resto — che succede quella cosa che amo della montagna. La testa si libera. Non ci sono scadenze, non ci sono mail, non ci sono lunedì. C'è solo il passo. E quello che c'è intorno.

Gli Haflinger — quando la montagna ti ferma

A un certo punto del sentiero, prima di arrivare al Rifugio Molignon, li abbiamo incontrati.

I cavalli Haflinger — la razza autoctona del Tirolo, con il manto dorato e quella criniera bionda che sembra pettinata dal vento. Erano lì, liberi nei prati, indifferenti al mondo eppure curiosi quanto basta da avvicinarsi. Uno di loro ha appoggiato la testa sulla schiena dell'altro — un gesto così naturale e così bello che ci siamo fermate senza dire una parola.

Ci sono incontri in montagna che non cerchi. Arrivano. E quando arrivano, ti ricordano che sei ospite in un posto che esiste benissimo anche senza di te.

Il Rifugio Molignon — una sosta che vale il viaggio

Poco oltre, appare il Rifugio Molignon — Mahlknechthütte in tedesco — con la sua facciata bianca pulita e l'insegna elegante, incastonato tra i prati e le rocce dello Sciliar. Una sosta qui è quasi obbligatoria — il posto invita a fermarsi, a sedersi sui banchi fuori, a guardare il panorama che si apre sulla val di Tires e sull'Alpe di Siusi.

È uno di quei rifugi alpini che sembrano sospesi nel tempo — semplici, autentici, con quella qualità rara di far sentire a proprio agio chiunque arrivi, con o senza gambe allenate.

I Denti di Terrarossa — le guglie che fanno tremare

Proseguendo verso il Rifugio Alpe di Tires, il paesaggio cambia radicalmente. I prati verdi lasciano spazio alla roccia — e davanti a te si ergono i Denti di Terrarossa, le guglie calcaree che dominano questo tratto del percorso con una presenza quasi intimidatoria. Pareti verticali, bordi taglienti contro il cielo, quella qualità delle Dolomiti di sembrare irreali — troppo belle, troppo precise, come se qualcuno le avesse scolpite a mano.

Camminare ai piedi dei Denti di Terrarossa è una di quelle esperienze che rimpicciolisce nel modo giusto — ti ricorda quanto sei piccola, e paradossalmente ti fa sentire più libera.

Il tetto rosso del Rifugio Alpe di Tires

E poi, dopo l'ultima salita, appare lui.

Il Rifugio Alpe di Tires — Tierser Alpl in tedesco — con quel tetto rosso brillante che si vede da lontano e che diventa ogni volta un punto di arrivo emotivo prima ancora che fisico. Situato a 2.440 metri nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, all'incrocio tra la Val di Fassa, la Val di Tires e l'Alpe di Siusi, è uno dei rifugi più belli e panoramici delle Dolomiti. Incastonato tra le pareti rocciose del Catinaccio, con i tavoli fuori sempre pieni di escursionisti che si godono la meritata sosta, è il tipo di posto che ti ripaga di ogni metro di salita.

Arrivare lassù — con le gambe che bruciano, il respiro che si apre, e quel tetto rosso finalmente vicino — è una sensazione che non stanca mai. Ed è lì, a 2.440 metri, che il mio ragazzo mi ha dato un bacio.

Non so se esiste un posto migliore al mondo per un bacio. Forse no.

Il temporale — battezzati dal cielo

Al ritorno, i tuoni si sono fatti pesanti.

Quello che vedevamo in lontananza all'andata si era avvicinato, si era fatto reale, e nel giro di pochi minuti l'Alpe di Siusi è diventata un'altra cosa — grigia, elettrica, con quel silenzio strano che precede il diluvio. Ho tanta paura dei temporali in montagna. Una paura fisica, viscerale, che conosco bene.

Ma c'era il mio ragazzo. E con lui accanto — con la sua calma, con la sua forza, con quella certezza silenziosa che mi ha trasmesso senza dire una parola — ce l'ho fatta. Abbiamo camminato veloci, ci siamo coperti come potevamo, e alla fine la pioggia ci ha raggiunti lo stesso. Completamente bagnati, inzuppati fino alle ossa.

Ma quando siamo arrivati alla macchina e ci siamo guardati — ridendo, sgocciolanti, vivi — ho pensato una cosa sola.

Eravamo stati battezzati dal cielo.

Non è una metafora romantica. È esattamente quello che ho sentito. Quella sensazione di essere stati lavati via di qualcosa — la stanchezza, le tensioni, tutto quello che si porta addosso durante la settimana. Puliti. Rinnovati. Più leggeri.

La montagna non ti chiede il permesso per emozionarti. A volte arriva con il sole, a volte con il temporale. In entrambi i casi, lascia il segno.


📍 Informazioni pratiche

Partenza: Parcheggio P2 Compaccio, Alpe di Siusi (BZ) — 1.840 m
Parcheggio: Prenotazione online obbligatoria dal 29 giugno 2026 · €30/giorno · QR code all'ingresso · Accesso in auto solo prima delle 9:00 o dopo le 17:00 · Prenota su seiseralm.it
Distanza: 19,2 km
Dislivello: 890 m
Durata: circa 3h30 di movimento
Difficoltà: Media/Difficile — richiede buon allenamento
Altitudine max: 2.440 m (Rifugio Alpe di Tires)
Punto più basso: 1.840 m (Compaccio)

Tappe principali
🅿️ Parcheggio P2 Compaccio (1.840 m)
↓ Sentiero n. 2 attraverso i prati dell'Alpe di Siusi
🐴 Incontro con i cavalli Haflinger
🏠 Rifugio Molignon — Mahlknechthütte — sosta consigliata
↓ Salita verso i Denti di Terrarossa
🪨 Denti di Terrarossa — guglie dolomitiche mozzafiato
🏠 Rifugio Alpe di Tires — tetto rosso (2.440 m)
↓ Ritorno per lo stesso sentiero

La traccia completa su KomootVisualizza il percorso