Da Valles a Malga Fane e Labeseben — dove il tempo si ferma e l'anima respira
Dal profumo dei pini di Valles al villaggio fermo nel tempo di Malga Fane, fino ai 2.138 metri della Malga Labeseben — con le marmotte che attraversano il sentiero e dodici tipi di canederli ad aspettarti in cima. Un percorso impegnativo che riempie l'anima.
Valle di Valles, Val Pusteria — Sentieri n. 9 e n. 18
C'è una differenza tra camminare in montagna e respirare in montagna. La prima volta che sei su un sentiero impegnativo, senti la fatica. Poi, pian piano, succede qualcosa — il corpo impara, i polmoni si adattano, e quello che era sforzo diventa ritmo. Quel momento in cui riesci a rompere il respiro — a sentirlo cambiare, aprirsi, diventare più profondo — è uno dei momenti più puri che la montagna ti possa regalare. Non lo cerchi, arriva. E quando arriva, la fatica non esiste più.
Questo percorso l'avevo già fatto in inverno, con la neve. Pensavo di sapere cosa aspettarmi. Mi sbagliavo.
La Valle di Valles — il profumo che ti abbraccia
Si parte dal fondo valle di Valles, imboccando il sentiero che si addentra tra i boschi di conifere. Il verde qui non è solo un colore — è una presenza. I pini ti circondano da subito, e con loro arriva quel profumo che non si descrive bene ma si riconosce sempre — resina, terra umida, aria pulita. Mi ha abbracciata fin dai primi passi, e non mi ha più lasciata.
Il percorso sale costantemente, dapprima facilmente e poi con più decisione, seguendo il corso del torrente Valler Bach che scorre accanto al sentiero. La segnaletica è perfetta — impossibile perdersi. E questa libertà di non dover pensare alla direzione libera la testa da tutto il resto.
Malga Fane — il villaggio fermo nel tempo
Poi, dopo l'ultima salita, succede qualcosa di inaspettato. Il bosco si apre. E davanti a te appare una conca verde, circondata da alte montagne, con al centro un piccolo villaggio alpino che sembra uscito da un altro secolo.
Rimani a bocca aperta. Non è una reazione cercata — è automatica. Dopo la salita nel bosco, dopo il profumo dei pini, dopo il suono del torrente — quella valle ti si para davanti come una risposta a una domanda che non sapevi di stare facendo.
Malga Fane è un villaggio alpino con tre baite che effettuano servizio di ristoro — una sosta qui è praticamente obbligatoria. Ci siamo fermate, abbiamo respirato, abbiamo guardato. Alcune cose non hanno bisogno di parole.

La salita a Labeseben — le marmotte e le cascate
Da Malga Fane ho deciso di continuare. Il sentiero n. 18 sale costeggiando prima il torrente e poi una cascata, con una salita che ad un certo punto diventa abbastanza ripida e costante.
Bella tosta, sì. Ma di quella tostaggine che riempie — non che svuota. Le cascate corrono veloci accanto al sentiero, con quella forza inarrestabile che ha qualcosa di familiare — lo scorrere del tempo, della vita, delle settimane lavorative che passano senza che tu riesca a fermarle. Qui le guardi dall'esterno, e per una volta non ti trascinano.
E poi — le marmotte. Le ho sentite prima di vederle, con quel richiamo acuto e inconfondibile che echeggia tra le rocce. Poi le ho viste — attraversavano il sentiero davanti a me, indifferenti e curiose allo stesso tempo. Uno di quei momenti in cui la natura ti ricorda che sei ospite, e che questo posto esiste benissimo anche senza di te.
Si raggiunge infine la Malga Pian di Labes — Labeseben Alm — a 2.138 metri di quota. Qui il respiro si è fatto più aperto e libero. Il cielo era ancora più limpido di quello che avevo lasciato a Malga Fane — di quella limpidezza che si trova solo in quota, dove l'aria non ha più niente da filtrare. E il vento — leggero, costante — mi ha accarezzata dolcemente. Non c'era altro. Solo quello.

La Malga Labeseben — dodici tipi di canederli e un'ospitalità impagabile
E poi c'è la Malga Labeseben — che merita un discorso a parte.
Dodici tipi di canederli. Dodici. Non è un menu, è una dichiarazione d'amore per la tradizione alpina. Li preparano lì, con la cura di chi ha imparato guardando qualcuno farlo, non leggendolo su un ricettario. Ne ho mangiati due tipi diversi — e ogni boccone sapeva di posto, di quota, di cose fatte bene senza fretta.
Ma quello che rende la Labeseben davvero speciale non è il cibo — è come ti fanno sentire. C'è un'ospitalità lassù che in città hai dimenticato come suona. Ti guardano negli occhi, ti chiedono com'è andata la salita, ti portano qualcosa da bere prima ancora che tu lo chieda. Ti fanno sentire a casa — a 2.138 metri di quota, dopo una salita tosta, con le marmotte che fischiano fuori dalla porta. È una di quelle cose impagabili che non metti in valigia ma porti sempre con te.

Quello che mi porto a casa
Questo percorso è più impegnativo del primo. La salita a Labeseben non è per tutti — richiede gambe allenate e un po' di fiato. Ma quello che ti dà in cambio non ha paragoni. La sensazione di arrivare lassù, con le marmotte che ti guardano e il vento che ti accarezza e il cielo che sembra più vicino — quella non la trovi da nessun'altra parte.
L'ho fatto con la neve e l'ho fatto con il sole. Ogni volta è stato diverso. Ogni volta è stato meglio.
La traccia completa su Komoot → Visualizza il percorso
📍 Informazioni pratiche
Partenza: Parcheggio area sciistica Jochtal, Valles (BZ) — 1.370 m
Distanza: 14,5 km circa (anello completo con Labeseben)
Dislivello: 1.077 m
Durata: 6,5 — 7 ore
Difficoltà: Difficile — richiede buona preparazione fisica
Altitudine max: 2.138 m (Malga Labeseben)
Segnavia: Sentiero n. 9 → Malga Fane / Sentiero n. 18 → Labeseben
Tappe principali 🅿️ Parcheggio Jochtal, Valles (1.370 m)
↓ Sentiero nel bosco di conifere — profumo di pini
🏠 Rifugio Kurzkofelhütte — prima sosta
↓ Sentiero del Latte — Milchweg
🏘️ Malga Fane (1.739 m) — il villaggio fermo nel tempo
↓ Sentiero n. 18 — salita con cascate e marmotte
🏠 Malga Labeseben — Labeseben Alm (2.138 m) — 12 tipi di canederli
↓ Discesa per lo stesso sentiero
Malga Fane Tre baite con servizio di ristoro — cucina alpina autentica. Imperdibile.
Malga Labeseben Specialità della casa: 12 tipi di canederli fatti in malga. Ospitalità autentica e calorosa.
