Il sentiero della creazione e di come ho lasciato qualcosa in cima

Il sentiero della creazione e di come ho lasciato qualcosa in cima

Maranza, Val Pusteria — Sentiero della Creazione, Cima Lasta Astjoch 2.194 m

Ci sono escursioni che fai per vedere un posto. E poi ci sono escursioni che fai e che ti cambiano qualcosa dentro , anche solo per qualche ora, anche solo abbastanza da ricordartelo quando sei di nuovo alla scrivania il lunedì mattina.

Questa è stata la seconda.

Il sentiero della creazione: un nome che dice tutto

Si parte dal bosco. Un bosco luminoso, con la luce che filtra tra i pini in quel modo specifico che ha solo l'Alto Adige: obliqua, dorata, come se qualcuno avesse deciso che anche la luce dovesse essere bella. Il profumo di pino è immediato e avvolgente non sottile, non di sfondo. Ti abbraccia. È uno di quei profumi che non sai quanto ti mancava finché non lo senti di nuovo.

Il sentiero si chiama "Sentiero della Creazione" e camminandoci capisci perché. Non è solo un nome poetico. È una promessa. Ogni passo dentro quel bosco sembra farti ricordare che esiste qualcosa di più grande, di più antico, di più essenziale di qualsiasi cosa tu abbia lasciato in ufficio venerdì sera.

Quando la valle si apre

Poi il bosco finisce. E la valle si apre davanti a te in modo così improvviso che ti fermi, non perché sei stanca, ma perché hai bisogno di un secondo per metabolizzare quello che stai vedendo.

A una quota di oltre 2.000 metri, nelle giornate limpide si possono riconoscere all'incirca 500 cime alpine. Quel giorno il cielo era di un azzurro che non avevo mai visto prima, non il blu normale del cielo, ma qualcosa di più profondo, più saturo, come se l'aria pulita di montagna lo avesse lavato e lucidato. Le montagne tutt'intorno formavano una conca perfetta e in mezzo c'ero io, piccola e libera allo stesso tempo.

Le indicazioni sui sentieri sono chiare e precise, caratteristica di tutto l'Alto Adige. Puoi scegliere la tua direzione, la tua malga, il tuo ritmo. Noi abbiamo scelto di salire fino in cima.

La salita alla Cima Lasta Astjoch — 2.194 metri

Non è una salita banale. Richiede allenamento, fiato, gambe abituate a salire. Ma non è nemmeno estrema, è di quelle salite che puoi fare se ti sei preparata, se rispetti il tuo passo, se non hai fretta.

E io non avevo fretta.

Salivo e sentivo il peso della settimana — anzi, delle settimane — alleggerirsi passo dopo passo. Non in modo romantico o metaforico. Proprio fisicamente, come se ogni metro di dislivello corrispondesse a qualcosa che lasciavo indietro. Una tensione, una preoccupazione, una di quelle cose che occupano spazio nella testa senza che tu l'abbia invitata.

Poi è arrivata la cima.

Il momento della croce

Lassù c'era una croce. E intorno alla croce c'erano persone, turisti da ogni parte, tutti arrivati allo stesso punto per ragioni diverse. Ci siamo guardati, ci siamo sorrisi, quella complicità silenziosa tra chi ha fatto la stessa fatica e sa cosa si prova.

Ho fatto un respiro lungo. Poi un'espirazione ancora più lunga, una di quelle espirazioni che senti partire dalla pancia, che portano via tutto. E in quel momento ho sentito qualcosa andarsene. Qualcosa che mi opprimeva, che portavo addosso da settimane senza rendermene conto. Non so darle un nome preciso. So solo che lassù non c'era più.

Mi sono sentita più viva di quanto mi sentissi da tempo.

La discesa e la Malga Lusneralm Kreuzwiese

La discesa è veloce, le gambe la conoscono già, il sentiero è chiaro, la testa è leggera. La fame arriva presto, come sempre dopo una salita importante.

La malga Lusneralm Kreuzwiese a 1.930 metri era lì ad aspettarci, un posto autentico, con la cucina di malga, il legno, il silenzio intorno. Ci siamo seduti, abbiamo mangiato, abbiamo guardato le montagne. Niente di più. Era abbastanza, era più che abbastanza.

Il ritorno al parcheggio è arrivato dopo altri chilometri, con le gambe e i piedi stanchissimi. Ma il cuore era pieno di qualcosa che non si riesce a comprare, a pianificare, a mettere in calendario.

Serenità. Quella vera.

Quello che mi porto a casa

Tre percorsi in quattro giorni. Tre esperienze completamente diverse. Ma tutte e tre con lo stesso denominatore — quella sensazione di tornare a casa più intera di come ero partita.

La montagna non risolve i problemi. Non cancella le scadenze, non svuota la casella email, non cambia il lunedì mattina. Ma ti dà qualcosa di più prezioso: la prova concreta che sai stare bene. Che la leggerezza esiste. Che basta cercarla nel posto giusto.

📍 Informazioni pratiche

Partenza: Maranza, parcheggio centro paese — 1.413 m
Distanza: circa 16 km
Dislivello: 781 m
Durata: 6 — 7 ore
Difficoltà: Media/Difficile — richiede buon allenamento
Altitudine max: 2.194 m (Cima Lasta Astjoch)
Segnavia: Sentiero della Creazione → sentiero n. 20

Tappe principali 🅿️ Parcheggio Maranza (1.413 m)
↓ Sentiero della Creazione — bosco di pini luminoso
↓ La valle si apre — panorama a 360°
⛰️ Cima Lasta Astjoch (2.194 m) — la croce in vetta ↓ Discesa veloce 🍽️ Malga Lusneralm Kreuzwiese (1.930 m) — sosta pranzo ↓ Ritorno al parcheggio

La traccia completa su KomootVisualizza il percorso